Il premier Tusk: “Crediamo nella sintonia con l’Italia”
Il premier polacco è in Italia per incontri ai massimi livelli. Si rilancia la sfida di un rapporto bilaterale forte tra i due Paesi. Ce n’è assoluto bisogno.
Il primo ministro polacco Donald Tusk è in Italia e oggi, 19 gennaio 2012, incontra il presidente del consiglio Mario Monti. Le ragioni della sua visita emergono con chiarezza da una sua intervista che ho letto subito questa mattina sul Corriere della Sera: un patto italo-polacco per non lasciare le Europa in mano al duopolio franco-tedesco, ma sarebbe meglio dire tedesco-francese, per il ruolo sempre più importante di Angela Merkel e le difficoltà crescenti di Nicholas Sarkozy, dato perdente nella corsa per la riconferma all’Eliseo. Un patto teso ad approfondire i rapporti tra Polonia e Italia nella prospettiva di contribuire finalmente ad una maggiore integrazione dell’Europa che versa in condizioni preoccupanti come possiamo vedere tutti i giorni. Tusk è arrivato a Roma in una posizione di forza. Pur non facendo parte dell’Eurozona la Polonia gode di grandissima considerazione per il livello più che buono della sua economia: 4,1% la crescita del Pil a fine 2011. Questo consente al Paese di poter rivendicare un ruolo strategico nella corsa per salvare l’euro e, di conseguenza, rafforzare la governance dell’Ue. Tanto più che Varsavia deve ancora decidere se affrettare o meno la corsa per adottare la moneta unica e certo, vuole capire, come lascia intendere il premier Tusk se vi sono le condizioni e se tutti remano dalla stessa parte e ogni riferimento alle posizioni di attesa se non di vera e propria impasse da parte di Berlino non è certo casuale. “A patto che l’euro sopravviva, noi non abbiamo cambiato idea. L’entusiasmo è calato ma la maggioranza dei polacchi è a favore. Dovremmo rientrare nei meccanismi di Maastricht entro due anni e abbiamo già le garanzie costituzionali sul debito. Sarà questione di qualche anno. Insomma, Tusk è chiarissimo: “I grandi Stati devono trovare il coraggio di assumersi la responsabilità del futuro dell’intera Unione. Riteniamo che la corresponsabilità della Germania debba corrispondere al suo ruolo economico”. Perciò basta tergiversare davanti ad una crisi dell’Area di queste proporzioni. E, appunto, nel processo di integrazione europea, Tusk vede un ruolo di primo piano dell’Italia perché “l’Italia è uno degli Stati fondatori, ha una tradizione coerentemente europeista che oggi trova in Mario Monti la sua migliore espressione”. E rispetto ad un asse con l’Italia Tusk sottolinea che “crediamo nelle potenzialità dei rapporti bilaterali e in particolare della sintonia con l’Italia”. E il Primo Ministro polacco non poteva concludere l’intervista senza un riferimento all’appuntamento degli Europei di calcio dicendo che “abbiamo fatto un grande sforzo e raggiunto risultati stupefacenti. Ora dobbiamo solo battere l’Italia”. Quindi batterla sul campo ma invece grande collaborazione a tutti i livelli, specie quelli di un asse economico solido. Un ottimo segnale per le imprese italiane interessate ad investire in Polonia che, da questa rinnovato tandem italo-polacco, non possono che trarre beneficio e fiducia.